La Musica è Vita.

La musica è il dizionario dei sogni,

con essa si può comunicare senza parlare,

volare senza avere ali

rivivere o andare avanti,

divertirsi o piangere.

sabato 26 aprile 2008

L'acqua fa bene.


L'acqua è fondamentale per l'organismo: è infatti il mezzo attraverso il quale si svolgono tutte le reazioni metaboliche. Interviene nei processsi digestivi, nella regolazione della pressione osmotica, nel trasporto delle sostanze nutritive e nel mantenimento della temperatura corporea. Quando l'acqua introdotta e formatasi nell'organismo equivale a quella eliminata (urine, sudore, respirazione e traspirazione) l'individuo è in equilibrio idrico.

Come è distribuita l'acqua nel nostro corpo?L'acqua è il nostro costituente fondamentale: nell'organismo umano adulto è presente in una quantità pari al 60% del peso corporeo, mentre alla nascita raggiunge circa il 75%.Ecco come è distribuita:

• Cervello
La giusta quantità d'acqua permette al cervello di controllare correttamente i meccanismi di termoregolazione del nostro corpo.La mancanza d’acqua da origine a scompensi come: crampi, sensazione di spossatezza e mancamenti nei casi di disidratazione più gravi.

• Pelle
E' a parte del corpo dove l'acqua è presente in maggior quantità, specialmente negli strati più profondi che sono costituiti dal 70% da acqua.Bere abbondantemente aiuta a mantenere la pelle ben idratata, giovane ed elastica, soprattutto nei mesi estivi, quando l'esposizione prolungata ai raggi del sole comporta una maggior perdita d'acqua, rendendola più secca.

• Polmoni
Specialmente se ci capita di trovarci in luoghi particolarmente asciutti, in clima aridi, è molto importante bere abbondanti quantità d'acqua per mantenere le mucose delle vie respiratorie idratate, lubrificate e permettere quindi una miglior respirazione... bere tanta acqua è il primo modo per respirare aria più pulita!

• Muscoli
I muscoli sono composti per il 70-75% del loro peso da acqua, è quindi sbagliato pensare che per mantenerne alta l"efficienza e la capacità di "lavorare" necessitano solo di zuccheri e sali minerali.

• Sangue
La presenza dell'acqua è fondamentale nel sangue, non solo perché è il principale elemento del plasma (la componente liquida del sangue), ma anche perché assolve all'importantissima funzione di regolare il volume del sangue e la sua fluidità.Infatti un organismo fortemente disidratato ha il sangue più denso e, di conseguenza, la circolazione rallentata.

• Reni
Svolgono l'importantissima funzione di depurare il sangue ed espellere le sostanze nocive di rifiuto attraverso la diuresi.Il principale "carburante" dei reni, che permette il funzionamento ottimale è appunto l'acqua.

• Intestino
L'acqua all’interno dell'intestino fa volume (ma non c’è nulla da preoccuparsi perché l'acqua non ingrassa, non ha calorie!) prevenendo la stipsi.

2 commenti:

MarcoVg ha detto...

Che l'acqua faccia bene non è poi tanto un segreto, il fatto di cui pochi sono a conoscenza è che sull'acqua stanno mettendo oramai le mani le multinazionali e con dei rigiri pazzeschi riscono pure a commercializzarla, essa si sta avviando a diventare il petrolio del XXII secolo, l'acqua è un bene comune, nessuno dico nessuno puo' obbligarci a pagare per dissetarci con cio' che la natura ci dona. Gia in italia si vedono i primi effetti della commercializzazione dell'acqua, gia diverse s.p.a. si sono impossessate degli acquedotti, con un notevole incremento delle bollette all'utenza, tra poco anche questo bene comune diventera' un salasso sulla economia della famiglia come lo sono oramai gas luce e benzina. Meditate gente meditate

heidi ha detto...

L’acqua di per sé non ha un prezzo perché, a ben vedere, non rappresenta un prodotto commerciale alla stregua di tutti gli altri, bensì una risorsa naturale talmente importante da costituire un vero e proprio patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale.

Non è possibile, dunque, fissare tout court una cifra che ne rappresenti il valore economico in quanto manca un vero e proprio mercato ad hoc.

È pur vero, però, che un prezzo deve comunque essere dato alla risorsa idrica.


IL VALORE D’USO DELLA RISORSA IDRICA.
A tal fine gli economisti hanno sviluppato dei metodi di valutazione monetaria che fanno sostanzialmente leva sul concetto di utilità. In virtù di un’impostazione squisitamente antropocentrica, si guarda al beneficio che l’essere umano ricava dal bene in questione e si fissa quello che viene definito il “ valore d’uso” del bene stesso, senza peraltro trascurare l’utilizzo che della risorsa idrica potranno fare le generazioni future. Questo criterio si intreccia inevitabilmente con la valutazione di un ulteriore aspetto: la disponibilità dell’uomo-consumatore a pagare per la qualità dell’acqua in rapporto, da un lato, agli utilizzi sia domestici sia non domestici che della risorsa idrica si possono fare e, dall’altro, alle sue funzioni ecosistemiche. Si arriva per questa via alla individuazione del prezzo dell’acqua.

LA TARIFFA REALE MEDIA IN ITALIA.
Ora, in Italia il soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato applica all’utenza una tariffa media- definita come Tariffa Reale Media (TRM)- che costituisce, in effetti, il corrispettivo del servizio idrico integrato (ossia l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue) e si risolve in un valore pressoché virtuale, modulato secondo costumi e categorie di utenti. Ciò in quanto nei rapporti con l’utenza devono essere assicurate necessariamente opportune agevolazioni per i consumi domestici essenziali, nonché per quelli di determinate categorie secondo prefissati scaglioni reddituali. Inoltre,per conseguire obiettivi di equa redistribuzione dei costi sono ammesse maggiorazioni di tariffa per le residenze secondarie, per gli impianti ricettivi stagionali, nonché per le aziende artigianali, commerciali e industriali” (art.154co. VI° D. Lgs.vo n. 152 del 3.04.2006). Ad oggi, la TRM si aggira attorno ad euro 1/mc con punte verso l’alto in altre come la Sicilia. La Tariffa Reale Media o “tariffa applicata” ha, quindi, una struttura particolare – peraltro tipica dei beni di pubblica utilità- in quanto caratterizzata, in virtù del principio di progressività, da scaglioni di consumo in ciascuno dei quali il prezzo varia secondo blocchi crescenti (o decrescenti).

I CINQUE SCAGLIONI DI CONSUMO.
Questa configurazione a blocchi prevede cinque scaglioni progressivi di consumo: c’è una prima tariffa agevolata per gli usi domestici fondamentali, segue una tariffa base, quindi si succedono tre scaglioni di consumo (tariffa di prima, seconda e terza eccedenza). Tra la tariffa agevolata e quella di terza eccedenza vi è un rapporto che varia da 1 a 20. Alle tariffe determinate per i consumi devono altresì aggiungersi: una quota fissa, dovuta per il noleggio del contatore, l’IVA nella misura del 10 % (eccetto in Puglia che applica un’ IVA al 20%) ed i canoni per i servizi di fognatura e depurazione.

LE TARIFFE IDRICHE E I COMPITI DELLE AATO.
Dall’entrata in vigore della legge n. 36 del 5 gennaio 1994 (c.d. Legge Galli) la definizione delle tariffe idriche è demandata agli Enti locali. Oggi, in particolare, le tariffe idriche di base sono fissate dall’ Autorità di Ambito Territoriale ottimale (AATO), organismo cui partecipano tutti i Comuni afferenti, su individuazione delle Regioni, all’Ambito Territoriale Ottimale. Alle AATO compete altresì il compito di monitorare e di verificare le medesime tariffe sul territorio nazionale. La tariffa idrica di base non è ovviamente libera ma viene fissata sulla scorta delle disposizioni contenute nel decreto con cui il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio stabilisce le componenti di costo per la determinazione della tariffar relativa, appunto, ai servizi idrici per i vari settori di impiego dell’acqua.

LE PERDITE IDRICHE.
Non si può nascondere che, oggi, sul costo dell’acqua incide inevitabilmente ed in misura fondamentale la mancata ottimizzazione del servizio idrico di cui chiaro indice rivelatore è il problema delle perdite idriche che per la loro imponenza danno la misura di una scarsissima efficienza delle reti idriche a svolgere le loro funzioni. Condizione pressoché analoga è quella in cui versa il sistema delle reti fognarie, mentre praticamente incognita è la misurazione delle portate affluenti agli impianti di depurazione. Di tutta evidenza è, pertanto, l’urgenza di avviare una valida ipotesi di soluzione della problematica.

Ad ogni buon conto, è stato stimato che l’implementazione della riforma introdotta dalla Legge Galli comporta una crescita della tariffa pari, in media, al 5 per cento circa, passando da 0,88 Euro a metro cubo a 0,93 Euro a metro cubo, mentre nel medio-lungo periodo si prevede che l’incremento debba essere più rilevante.

L’AGGIORNAMENTO PERIODICO DELLE TARIFFE.
oggi, la politica tariffaria italiana è sicuramente diversa rispetto a quella applicata nell’immediato dopoguerra. Basti pensare che risale al 1942 la prima regolamentazione della materia che disponeva il blocco delle tariffe degli acquedotti. Dal 1947 in poi, fu stabilito, invece, l’aggiornamento periodico delle tariffe del servizio con applicazione di aumenti percentuali. Quanto all’erogazione del servizio, questa avveniva o attraverso pochi gestori privati o, in maggior misura, attraverso le cosiddette Aziende Municipalizzate, di fatto settori operativi dei Comuni. Negli anni si è assistito ad un mutamento radicale della logica ispiratrice del sistema tariffario in quanto si è compreso che il carattere progressivo della tariffa idrica , sia pure originale e finalizzato –in ultima analisi- alla limitazione del consumo di acqua, ha portato nel tempo alla determinazione di prezzi effettivamente troppo bassi per poter garantire un finanziamento delle reti idriche. Si è passati, così, da una politica in virtù della quale le tariffe erano commisurate ai soli costi di esercizio (mentre i costi di capitale erano per la maggior parte coperti tramite finanziamenti pubblici) ad una impostazione- quella attuale- per cui le tariffe debbono garantire la copertura completa dei costi di investimento e di gestione e, quindi, assicurare ritorni adeguati ai capitali investiti nella sistemazione delle reti e delle strutture. Il Legislatore ha così stabilito che “ la tariffa è determinata tenuto conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguatamente necessari, dell’entità dei costi di gestione delle opere, dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio” (art. 13 co. II° Legge n. 36/1994), aggiungendo poi che in siffatta valutazione debba rientrare anche la considerazione di una quota parte dei costi di funzionamento dell’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, il tutto secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio “chi inquina paga” (art. 154 D. Lgs. Vo. N. 152 del 3.04.2006)

LA POLITICA TARIFFARIA IN FRANCIA
Questa politica tariffaria cosiddetta remunerativa trova peraltro applicazione anche al di là dei confini nazionali, in Stati Europei come la Francia dove, in generale, le spese dell’acqua vengono coperte dalle corrispondenti entrate tariffarie e solo eccezionalmente possono essere finanziate dalle tasse locali o nazionali.

Un siffatto andamento evolutivo ha subito e subisce, poi, inevitabilmente l’influenza delle indicazioni provenienti dall’ Unione Europea che ha fissato – tra i vari obiettivi da raggiungere in questo settore- l’elaborazione di un’accurata politica dei prezzi dell’acqua che, attraverso l’adeguato contributo di tutti gli utilizzatori (agricoli, industriali, domestici) ne incentivi un utilizzo più sostenibile.

LA DIRETTIVA COMUNITARIA
In questa direzione ha segnato un passo decisivo la Direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea del 23.10.2003- in seguito modificata dalla Decisione n. 2455/2001/CE del 20.11.2001- che ha istituito un quadro comunitario per al protezione di tutte le acque volto ad agevolare, tra l’altro, un utilizzo idrico- appunto- sostenibile. Fermo il principio fondamentale per cui “chi inquina paga”, la direttiva comunitaria tende alla definizione di un sistema di determinazione dei prezzi dell’acqua fondato su vari parametri (fisici, sociali, istituzionali e politici per ogni località) e finalizzato ad un sostanziale bilanciamento della domanda e dell’offerta nell’interesse generale, presente e futuro.

La direttiva Quadro prevede, quindi, che sulla scorta dell’analisi economica dell’utilizzo idrico (all’interno di ciascun bacino idrografico) effettuata dagli Stati membri, questi provvedono entro il 2010:

 ad adottare politiche dei prezzi dell’acqua tali da incentivarne l’uso efficiente da parte degli utenti;
 a recuperare, secondo un adeguato contributo, i costi dei servizi idrici nei vari settori di impiego dell’acqua, compresi quelli ambientali e delle risorse, in relazione ai danni o alle ripercussioni negative per l’ambiente acquatico.


I SERVIZI CONNESSI CON L’USO DELL’ACQUA.
Agli Stati membri è, così, fatto obbligo di adottare tutte le misure adeguate a fare in modo che i prezzi dell’acqua riflettano il costo complessivo di tutti i servizi connessi con l’uso dell’acqua (gestione, manutenzione delle attrezzature,investimenti, sviluppi futuri), nonché i costi connessi con l’ambiente e l’impoverimento delle risorse. A tal fine gli Stati membri dovranno contribuire entro il 2020 porre carico dei vari settori di impiego dell’acqua (industrie, agricoltura, famiglie) i costi dei servizi idrici, anche e soprattutto, in applicazione del già richiamato principio per cui “chi inquina paga”.

Il prezzo, una volta determinato, non deve comunque essere necessariamente uguale in tutta l’Unione Europea. Anzi, i prezzi non possono che essere diversificati da zona a zona (anche all’interno del singolo Stato) tenuto conto di vari fattori quali ad esempio:
 le condizioni naturali;
 il tipo di apparecchiature utilizzate dagli impianti di purificazione dell’acqua;
 il tipo di raccolta utilizzato per l’acqua usata ed il relativo trattamento;
 il sistema di distribuzione e di produzione dell’acqua;
 la diffusione o la dispersione della popolazione;
 l’internalizzazione dei costi ambientali

Allo stesso modo è ben possibile che nelle aree più disagiate i servizi idrici vengano offerti a prezzi più contenuti.
Ciò che conta, ovviamente, è il raggiungimento dell’obiettivo finale, ossia l’applicazione di un prezzo dell’acqua “giusto”.


Avv. Silvia Foglietta

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